Il fondo Apollo vuole Ascometal (Italian)

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Offerti 300 milioni sul piatto di un negoziato da concludere in 6 settimane

PIOMBINO. Trecento milioni più il debito. Questa è l’offerta contenuta in una richiesta di trattativa in esclusiva presentata dal fondo americano Apollo per l’Ascometal, la consociata francese del gruppo Lucchini. La notizia, riferita dal settimanale economico “Il Mondo” e confermata da fonti aziendali, rappresenta il primo passo concreto per l’attuazione dell’accordo raggiunto a Mosca tra Mordashov e il pool delle banche creditrici. La trattativa, secondo la proposta di Apollo, dovrebbe concludersi in sei settimane. La vendita del Ascometal, che sembra garantire 500 milioni di rivavi nei quattro stabilimenti francesi, è attualmente la “polpa” del Gruppo Lucchini. La ripresa economica della Germania in particolare, alla quale si rivolge principalmente il mercato di Ascometal, lo ha resa ancora più appedibile.  Questo ovviamente offre la possibilità di rendere più spedito il risanamento finanziario della parte italiana del Gruppo, incentrato sul ciclo integrale di Piombino, e di trovare più facilmente un compratore. Su questo fronte l’unica proposta concreta resta quella del Gruppo Beltrame, con tutte le incognite che ancora rimangono sul piano industriale. Non sembra infatti che il fondo equity Apollo nutra altrettanto interesse per gli impianti italiani.  Tuttavia i 300 milioni più il consolidamento del debito per altri 100 milioni, consentirebbe alla Lucchini una navigazione in acque più calme. L’accordo con le banche è ancora da ratificare e non è detto che, successivamente, non possa risvegliarsi anche l’interesse di grossi gruppi che avevano messo gli occhi sulla Lucchini, anche se nessuna delle offerte era stata ritenuta congrua dalla Severstal – ancora proprietaria del 49% della società, e da Mordashov, che a suo tempo ha trasferito in una sua “società cassaforte” di Cipro l’altro 51% pagato un solo euro agli azionisti Severstal.  Il fondo Apollo, che ha in cassa ben 15 miliardi disponibili per investimenti in ogni parte del mondo, è stato tra i primi a manifestare interesse per la Lucchini (o almeno per la parte francese), rispondendo all’appello lanciato dai russi attraverso Deutsche bank.  Mordashov a Mosca era stato costretto ad accettare l’impostazione delle banche sulla vendita immediata di Ascometal, compresso l’impegno a far affluire direttamente nelle casse Lucchini il ricavato, anziché ripianare di debito Severstal. Mordashov ha successivamente venduto per 50 milioni di euro le centrali svizzere di Ascometal, offrendole a garanzia di un prestito ponte.  In tutta questa situazione ancora da definire, compresa la trattativa Ascometal e la firma definitica dell’accordo con gli istituti di credito, alla Lucchini – sempre secondo cifre rese note da “Il Mondo” – sono necessari almeno 85 milioni per alimentare il fondo di cassa. La liquididà necessaria per svolgere la normale attività produttiva e commerciale. Detratti i 50 milioni che arriveranno dalla vendita delle centrali di Ascometal, dunque, resterebbero da trovare urgentemente altri 35 milioni. Una cifra che Mordashov e banche avrebbero concordato di dividersi alla pari. Anche in questo caso però l’oligarca russo non tirerebbe fuori un euro. La sua parte, 17,5 milioni, sarebbe infatti ricavata dalla concessione di una dilazione del pagamenti delle forniture di minerale di ferro che Severstal continua a far arrivare a Piombino. Le forniture continuerebbero, ma Mordashov chiede un interesse pari a quello praticato dalle banche e garantito dall’incasso della vendita di Ascometal.

Source : Il Terrino  – -© RIPRODUZIONE RISERVATA

Posted in Strategy.

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